The Invasion of the Tearling: Inizia il Countdown Finale

E' giunto il momento di tornare nel Tearling!

Manca solo una settimana all'uscita di The Invasion of the Tearlingseguito dell'acclamatissimo The Queen of the Tearling uscito lo scorso anno, e noi non stiamo più nella pelle!

Per celebrare il ritorno della regina Kelsea e di tutti gli altri amati personaggi (Mazza Chiodata, la Regina Rossa, Fetch...) daremo il via ad un countdown sui nostri profili social, e vi faremo avere tante anteprime tutte da leggere per ingannare l'attesa!

Restate sintonizzati e preparatevi... la guerra è appena cominciata!

The Invasion of the Tearling uscirà in tutte le librerie il prossimo 12 maggio!

 

_7

 


Star Wars: Lost Stars - L'Incontro con Tarkin

Ecco a voi il terzo e ultimo estratto da Star Wars: Lost Stars! Dopo l'introduzione di Thane Kyrell e di Ciena Ree vi proponiamo questo brano in cui i due protagonisti incontrano una nostra vecchia conoscenza: il Gran Moff Tarkin, brillante stratega al servizio dell'Impero che, ricordiamo, avrà presto un romanzo tutto suo!

Per festeggiare come si deve lo Star Wars Day (May the Fourth be With You!) e l'uscita di Lost Stars (giovedì 05/05!) non dovete far altro che continuare a leggere!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

“Popolo di Jelucan, questo è un giorno che rappresenta al contempo una fine e un inizio”, esordì un alto ufficiale imperiale durante la festa. Lo chiamavano Gran Moff Tarkin.
Ciena sapeva che era sia il suo titolo sia il suo nome, ma non era sicura che il titolo fosse Gran Moff e il nome Tarkin, a meno che non si chiamasse Moff Tarkin e fosse una persona veramente importante. Se lo sarebbe fatto spiegare più tardi, lontana dai bambini della seconda ondata che avrebbero potuto prenderla in giro per la sua ignoranza.
“Oggi ha fine il vostro isolamento dalla galassia”, proseguì Tarkin. “Prendendo il posto che gli spetta in seno all’Impero, per Jelucan si prospetta un futuro radioso!”
Gli applausi e le grida di giubilo riempirono l’aria, e Ciena batté le mani insieme a tutti gli altri. Il suo sguardo attento, però, colse le reazioni silenziose di alcuni presenti: gli anziani, soprattutto, che avevano vissuto l’epoca delle Guerre dei Cloni. Se ne stavano lì, immobili e scuri in volto, come fossero a un funerale o stessero assistendo a una gogna pubblica.
Una donna coi capelli grigi e la pelle chiarissima chinò il capo, una lacrima che le scivolava lungo il viso. Ciena si domandò se per caso non avesse perso un figlio o una figlia durante la guerra. Magari la vista di tutti quei soldati le aveva ricordato la sua perdita, facendola rattristire in quello che sarebbe dovuto essere un giorno felice.
E di soldati ce n’erano a bizzeffe, tra ufficiali in uniformi grigie o nere e assaltatori imperiali nelle loro armature bianche e brillanti. Sembravano esserci anche altrettante astronavi: piccoli caccia TIE neri come l’ossidiana, incrociatori d’assalto grigi come il granito delle montagne e, in orbita, luccicanti come stelle al mattino, si intravedevano le sagome di quelli che dovevano essere dei veri Star Destroyer. Si diceva che fossero due o tre volte più grandi di tutta la città di Valentia.
Il solo pensiero riempiva di orgoglio il cuore di Ciena.
Non solo il suo pianeta, ma anche lei, ora, faceva parte dell’Impero. E quell’Impero governava l’intera galassia.
La Flotta Imperiale era più potente di qualunque altra forza militare della storia. Vedere quelle navi che la sorvolavano in formazione perfetta, senza mai deviare dalle rotte prestabilite, la faceva fremere d’eccitazione.
Era una dimostrazione di forza, di grandezza e di maestosità.
Era proprio il tipo di onore e di disciplina che le avevano insegnato a rispettare, elevati a un livello che non si sarebbe mai neppure potuta sognare. Ciena pensò che non esistesse nulla di più bello.
Almeno fino al giorno in cui sarebbe stata lei a pilotare una di quelle navi.
Il Gran Moff Tarkin menzionò i pianeti separatisti che rendevano la vita difficile a tutti, ma poi tornò subito a parlare della grandezza dell’Impero e di quanto tutti dovessero esserne orgogliosi. Ciena applaudì insieme agli altri, ma ormai era del tutto concentrata sull’astronave più vicina, una navetta identica a quella che aveva creduto di aver intravisto in cielo.
Se solo fosse riuscita a vederla più da vicino...
Magari dopo la cerimonia ci sarebbe riuscita.
Conclusi il discorso di Tarkin e la parata, i Kyrell si recarono a un incontro con degli ufficiali molto importanti, e ordinarono a Dalven di tenere d’occhio Thane. In quel preciso momento, Thane calcolò mentalmente quanto ci sarebbe voluto prima che Dalven lo scaricasse per andarsene a bighellonare coi suoi amici. Cinque minuti, pensò. Cinque o sei minuti.
Per una volta, scoprì di aver sopravvalutato suo fratello, il quale lo abbandonò dopo soltanto tre minuti.
Thane, dal canto suo, sapeva badare a se stesso. E soprattutto poteva avvicinarsi molto di più all’hangar imperiale per conto suo. Nonostante molte delle navi fossero già tornate ai loro Star Destroyer, se non ai nuovi complessi costruiti nelle pianure meridionali, alcune erano rimaste attraccate nell’hangar. La più vicina era una navetta classe Lambda proprio come quella che Thane era sicuro di aver visto poche ore prima.
Certo, i cartelli intimavano di stare alla larga, ma a volte gli adulti pensavano che i bambini non sapessero leggerli, e Thane ritenne di essere ancora abbastanza piccolo per potersela cavare con quella scusa, nel caso qualcuno lo avesse beccato.
In fondo, voleva solo guardare quella navetta da vicino... e magari toccarla, anche una volta soltanto.
Così, il piccolo Kyrell scivolò dietro il palco montato per i discorsi del giorno e vi si infilò sotto. Benché dovesse camminare a testa bassa, Thane riuscì a percorrerlo fino all’hangar, ma quando uscì dall’altra parte, sorridendo soddisfatto, scoprì con disappunto che non era stato l’unico ad avere quell’idea. C’erano anche tanti altri ragazzini della sua stessa scuola – poco più grandi di lui, e che non gli erano mai stati simpatici – e una bambina magrolina: i suoi abiti consunti lasciavano intendere che venisse dalla valle.
In confronto agli abiti cremisi e dorati degli altri bambini, quelli marroni della ragazzina ricordarono a Thane la foglia di un albero in procinto di cadere in autunno.
“Che cosa ci fai qui, feccia della valle?”, le chiese Mothar Drik, sogghignando più maliziosamente del solito.
Il sorriso stupefatto della bimba svanì all’improvviso quando distolse lo sguardo dalla navetta per rivolgerlo ai suoi aguzzini. “Volevo soltanto vedere la nave da vicino, proprio come voi”.
Mothar le rivolse un cenno volgare. “Torna a rotolarti negli escrementi nel tuo porcile. Il tuo posto è quello”.
La bambina non si scompose. Strinse i pugni, piuttosto.
“Se dovessi farlo, comincerei sicuramente da te”.
Thane scoppiò a ridere. In quel momento, lo notarono gli altri ragazzini. “Ehi, Thane”, disse uno di loro. “Ci aiuti a buttare l’immondizia?”
Significava che stavano per prendere a botte la bambina della valle. Erano in sei contro una: il genere di vantaggio che piaceva tanto ai bulli.
Essendo il figlio di Oris Kyrell, Thane aveva imparato molte cose. Aveva imparato quanto potessero essere severe le regole.
Aveva imparato che suo fratello era crudele con lui proprio perché voleva assomigliare a suo padre. E aveva imparato che non importava che cosa fosse giusto o sbagliato... perché le regole le faceva chi era al comando.
E soprattutto aveva imparato a detestare i prepotenti.
“Sì”, rispose Thane. “Butto l’immondizia”. E con ciò caricò a testa bassa Mothar.
Quell’idiota non se lo aspettava, e cadde sul pavimento di schiena e col fiato rotto. Thane riuscì a sferrargli un paio di cazzotti prima che qualcuno li separasse e, quando vide che uno dei bambini stava per afferrarlo per il colletto, Thane si preparò a incassare l’inevitabile pugno in faccia.
Tuttavia, la bambina magra si scagliò verso il suo aggressore, afferrandolo per un braccio. “Lascialo andare!”, gridò.
In due contro sei restavano comunque in svantaggio, ma la ragazzina combatteva con tutte le sue forze. Lo fece anche Thane, soprattutto perché aveva imparato a incassare grazie a Dalven. In ogni caso, i due bambini erano ormai all’angolo: a Thane avevano già spaccato un labbro, e non sarebbe finita per niente bene...
“Che cosa succede, qui?”
Rimasero tutti paralizzati. Era arrivato il Gran Moff Tarkin, circondato dai suoi ufficiali e da uno stuolo di assaltatori in armatura bianca. Non appena li vide, Mothar se la diede a gambe, e i suoi tirapiedi lo seguirono immediatamente, lasciando Thane e la bambina da soli.
“Allora?”, insistette Tarkin, avvicinandosi. I suoi lineamenti sembravano scolpiti in una scheggia di quarzo.
La bimba si fece avanti per prima. “È colpa mia”, disse. “Gli altri bambini volevano picchiarmi ma lui ha cercato di fermarli”.
“È stato molto sciocco, da parte tua”, commentò Tarkin, rivolgendosi a Thane. Pareva divertito. “Ti sei gettato in uno scontro che avresti perso? Non si affrontano mai i nemici quando sono più numerosi, ragazzo. Non finisce bene”.
Thane pensò in fretta a una replica. “Invece oggi è finita bene, grazie a lei”.
Tarkin ridacchiò. “Sapevi che sarebbero arrivati i rinforzi? Bella tattica. Bravo, ragazzino”.
Ormai era acqua passata, ma la bambina della valle sembrava non essersene accorta. “Non sarei dovuta venire qui”, disse a capo chino. “Ho infranto una regola. Non volevo fare nulla di male, però. Volevo solo vedere le astronavi”.
“Certo”, disse Tarkin, chinandosi verso di loro. “Da ciò capisco che ti incuriosisce la galassia oltre Jelucan. Inoltre,voi due siete rimasti anche se gli altri bambini sono scappati. E questo significa che siete molto coraggiosi. Adesso voglio scoprire se siete anche intelligenti. Che nave è, questa?”
“Una navetta classe Lambda!”, risposero all’unisono i due bambini, guardandosi poi l’uno con l’altra. La bambina abbozzò un sorriso, e così fece anche Thane.
“Molto bene”. Tarkin indicò la nave. “Vi va di vederla dall’interno?”
Diceva sul serio? Eccome. Thane non riusciva neppure a credere quanto fosse fortunato, mentre uno degli assaltatori apriva il portello per loro. La bambina e lui salirono a bordo di corsa. Era tutto nero e lucido, illuminato da centinaia di piccole luci. Li fecero entrare nella cabina di pilotaggio e sedere al posto dei piloti. Il Gran Moff Tarkin rimase dietro di loro per tutto il tempo, rigido come l’asta di una bandiera, gli stivali che scintillavano come il metallo lucido delle paratie.
“Qual è il sistema di controllo dell’altitudine?”, chiese.
I bambini lo indicarono all’istante. “Eccellente. E il sistema della guida d’attracco? Sapete anche questo. Sì, promettete bene. Come vi chiamate?”
“Io sono Thane Kyrell”. Thane si chiese se il Gran Moff Tarkin avesse riconosciuto il suo cognome: i suoi genitori ripetevano sempre che gli Imperiali di alto rango li conoscevano benissimo. L’espressione di Tarkin, tuttavia, rimase soltanto vagamente incuriosita.
“Io mi chiamo Ciena Ree, signore”, disse invece la bambina.
Signore. Avrebbe dovuto chiamarlo così anche Thane, anche se Tarkin non pareva averci fatto caso.
“Non vi piacerebbe servire l’Imperatore, un giorno, e pilotare una di queste astronavi? Potreste diventare il capitano Kyrell e il capitano Ree. Che ne dite?”
Thane sentì il suo petto gonfiarsi di orgoglio. “Sarebbe un sogno... signore”.
Tarkin ridacchiò fra sé e si rivolse a uno dei sottufficiali dietro di lui. “Visto, Piett? Non dovremmo mai esitare a mettere il guinzaglio, se necessario... ma a volte sono meglio le esche”.
Thane non sapeva che cosa significasse, e sinceramente non gliene importava niente. Sapeva solo di non riuscire a
immaginare un destino più glorioso del diventare un ufficiale della Flotta Imperiale. Dal sorriso stampato sul viso di Ciena capì che anche lei stava pensando la stessa cosa.
“Dovremo studiare duramente”, gli bisbigliò.“E imparare a pilotare”.
La sua replica la sbalordì. “Io non ho nessuna nave con cui fare pratica, e l’unico simulatore che abbiamo è troppo vecchio”.
Era ovvio che non avessero dei buoni simulatori, nelle valli, e probabilmente soltanto una persona su cinquanta possedeva una nave propria. Thane si sentì in colpa per qualche istante, finché non gli venne un’idea geniale. “Vieni a fare pratica con me, allora”.
Ciena si illuminò. “Davvero?”
“Certo!”. Un sacco di manovre richiedevano un secondo pilota, e Thane avrebbe avuto bisogno di un compagno se avesse voluto imparare a pilotare tanto bene da riuscire a entrare nella Flotta Imperiale.
E poi Thane sentiva già che, nonostante le loro differenze, lui e Ciena Ree sarebbero diventati amici.


Nuovo Incontro con Chris Taylor, Autore di Come Star Wars ha Conquistato l'Universo!

Avete già visitato la mostra Star Wars: Dal Fumetto al Cinema... e Ritorno al Wow Spaziofumetto di Milano?

Se non lo avete ancora fatto preparatevi per un evento imperdibile: Sabato 21 Maggio dalle ore 17 si terrà l'incontro Come Star Wars ha Conquistato l'Universo. Nascita e Sviluppo della Saga Stellare più Amata di Sempre, con ospite speciale Chris Taylor, autore del mitico saggio sul franchise di Guerre Stellari pubblicato nel 2015!

Taylor dialogherà via Skype con il pubblico rispondendo alle domande dei più curiosi e dei relatori presenti in sala: Gian Paolo Gasperi (traduttore editoriale ecuratore da oltre vent’anni di gran parte delle pubblicazioni italiane di Star Wars), Elisabetta Colombo (traduttrice del volume “Come Star Wars ha conquistato l’Universo”), Alberto Fontanini (PR della 501st Italica Garrison) e Enrico Ercole (PR Rebel Legion Italian Base). Il pubblico sarà invitato a partecipare al dibattito con testimonianze dirette.

Appuntamento dunque a sabato 21 maggio dalle ore 17 al Museo del Fumetto!


Un Nuovo Orizzonte: Benny Imura VS gli Scienziati

Cronache Zombie: Un Nuovo Orizzonte si è fatto attendere più del dovuto (la data di uscita è slittata di due settimane, come potete leggere qui) ma finalmente ci siamo: per celebrare come si deve l'arrivo dell'ultimo capitolo di questa saga leggendaria eccovi il terzo estratto in esclusiva!

Godetevi l'anteprima, e ricordate: troverete Un Nuovo Orizzonte in libreria dal 28 aprile!

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

“Buongiorno, signor Imura”, disse una voce d’uomo fredda e impersonale attraverso lo speaker montato nel muro. “Come si sente oggi?”
“Furioso”, rispose Benny.
Ci fu una pausa. “No”, riprese la voce dell’uomo che non intendeva lasciarsi portare fuori pista, “come si sente?”
“Gliel’ho detto”.
“Non ha capito. Si sente poco bene? Si sente forse...”
“Ho capito la domanda”.
“Ha percepito dei sintomi strani?”
“Certo”, rispose Benny. “Mi fa male la testa”.
“Quando ha iniziato?”
“Circa un mese fa”, rispose Benny. “Un cazzone di zombie mutante mi ha colpito in testa con un bastone”.
“Ci ha già detto di questo male, signor Imura”.
“E allora perché me l’ha chiesto?”
“Le abbiamo chiesto se ha dei sintomi strani”.
Le bastonate da parte degli zombie non sono del tutto normali, dottore. Se lo segni”.
La scienziata sospirò, uno di quei respiri che le persone fanno con le narici quando stanno per perdere la pazienza.
Benny, nell’ombra, ridacchiò.
La domanda successiva, però, gli spazzò via il sorriso.
“Cos’è successo nella cella di attesa oggi?”
“Ha... ha cercato di prendermi”.
“Ha toccato la sua pelle con le sue mani?”
“No”.
“L’ha morsa?”
“No”.

“Avete incrociato i vostri fluidi corporei in qualche modo?”
“Eeew... No”.
“Ha la febbre?”
“Non lo so, perché non mi fa entrare così me la prova lei?”
Una pausa. “C’è un protocollo di sicurezza...”
“... da rispettare”, finì Benny. “Sì, lo so. L’avete detto quaranta milioni di volte”.
“Signor Imura, abbiamo bisogno di sapere se l’infetto...”
“Il suo nome è Lou Chong”, gridò Benny. “E vorrei tanto sapere che cosa gli avete fatto”.
La pausa fu più lunga questa volta. “Il signor Chong è stato sottoposto a trattamento”.
“Lo so questo, genio. Voglio sapere come. Voglio sapere cosa gli sta succedendo. Quando migliorerà?”
“Non... abbiamo risposte a queste domande”.
Benny colpì con un pugno il piccolo speaker di metallo montato sul muro. “Perché no?”
“Signor Imura”, disse la donna, “per favore, non renda le cose difficili”.
“Ah, io rendo le cose difficili? Vi abbiamo consegnato tutto quello che abbiamo trovato su quell’aereo scassato, tutti i rapporti medici. Perché non potete fare qualcosa voi per noi?”
Visto che la risposta non arrivava, Benny cercò di cambiare argomento, sperando di indurla a lasciarsi sfuggire qualche informazione.
“Da dove arriva quel branco di cinghiali selvatici che ha cercato di mangiarsi la mia amica Lilah? Credevo che solo gli umani potessero trasformarsi in zom”.
Siamo a conoscenza di un limitato numero di infezioni su una piccola percentuale della popolazione di cinghiali selvatici”.
“Che significa? Quanto è una piccola percentuale? Quanti sono?”
“Non abbiamo il numero esatto...”
Benny sospirò. Erano sempre così evasivi.
Dopo un attimo la donna continuò. “Sta forse sperimentando una sudorazione eccessiva, signor Imura? Vede doppio? Ha la bocca asciutta?”
Le domande continuarono per parecchio. Benny chiuse gli occhi e si appoggiò allo schienale. Dopo un po’ la voce parve arrendersi al fatto che Benny non era molto collaborativo.
“Signor Imura...?”
“Sì, sì, sono ancora qui”.
“Perché rende le cose difficili?”
“Continuo a dirvelo. Non sono io. Io sto cercando di comunicare con voi. Siete voi che mi boicottate. Perché? Perché per come la vedo io lei e i suoi amici mi dovete, anzi ci dovete, a me e ai miei amici, un grande favore. Se non avessimo detto al capitano Ledger delle armi che avevamo trovato sull’aereo, quell’esercito di mietitori sarebbe venuto qui e avrebbe ucciso tutti, lei e i malati, i monaci e tutti quelli che sono in quello stupido fortino”.
L’aereo in questione era un Super Hercules C-130J, un massiccio aeromobile cargo costruito prima della Prima Notte. Benny e Nix l’avevano trovato distrutto in mezzo alla foresta. Era stato utilizzato per evacuare una scienziata, la dottoressa Monica McReady, e il suo staff, da Hope One, una remota base di ricerca vicino a Tacoma, Washington.
Il team era stato laggiù per studiare la recente mutazione che stava assumendo la Piaga degli Zombie.
“Non confonda l’eroismo con l’interesse personale, signor Imura”, disse la donna con tono gelido. “Avete detto al capitano Ledger delle armi e dell’altro materiale perché era l’unico modo per cui potevate sopravvivere. È stato un atto di disperazione che, a causa della natura del presente conflitto, ha portato beneficio a componenti della società che hanno obiettivi comuni. Chiunque, nella vostra posizione, avrebbe fatto la stessa cosa”.
“Davvero? Quell’aereo era laggiù da almeno un paio di anni, più o meno dietro il vostro cazzuto giardino, e voi non
avevate idea che fosse lì. Se avesse passato un po’ meno tempo con la testa per...”
“Signor Imura...”
Benny sospirò. “Okay, forse avevamo come obiettivo la nostra stessa sopravvivenza quando ve l’abbiamo comunicato, non siamo stupidi, ma questo non toglie il fatto che vi abbiamo salvato il culo”.

“Questo non è accurato, signor Imura. Saint John e l’esercito della Chiesa della Notte sono ancora là fuori. Sa per caso dove si trovano?”
La risposta di Benny fu un ringhio. “No”.
In verità nessuno sapeva dove fossero andati. Le guardie che pattugliavano la recinzione ne avevano visti alcuni e anche Joe Ledger aveva trovato alcuni piccoli gruppi nel deserto, ma l’esercito, quello enorme, era andato via. Pareva che anche Saint John fosse andato con loro, ma nessuno sapeva dove.
All’inizio Benny e i suoi amici ne erano stati contenti, come se fosse stato un sollievo che fossero andati a seminare disgrazie da qualche altra parte, ma riflettendoci meglio l’aveva trovato un pensiero egoista e cattivo. Una reazione immatura. I mietitori avevano un’unica missione, quella di sterminare la vita.
Ovunque fossero andati, sarebbero morte persone innocenti.
“E così”, disse ancora la scienziata, “non può neanche affermare che voi, cito testualmente, ‘ci avete salvato il culo’.
Forse siamo qui a perdere il nostro tempo”.
“Che diavolo significa?”. Ma non ci fu risposta. Benny colpì il muro. “Ehi! Cosa vuol dire?”
Niente.
La luce si accese e la porta si aprì.
Fuori, le sirene stavano già suonando.


Star Wars: Lost Stars - Vi Presentiamo Ciena Ree!

Per rendere più leggera l'attesa del romanzo Star Wars: Lost Stars (in uscita il 05/05) vi proponiamo un nuovo estratto: dopo aver conosciuto Thane Kyrell preparatevi ad incontrare la giovane Ciena Ree, un'altra nativa del remoto pianeta Jelucan!

————————————————————————————————————————————–

“Ciena! Guarda dove cammini!”
Ciena Ree non riusciva a distogliere lo sguardo dal cielo grigio. Poteva giurare di aver sentito una navetta classe Lambda, e desiderava da morire vederne una coi suoi occhi.
“Sono sicura di aver sentito il rumore di una nave, mamma”.
“Pensi solo alle astronavi e a volare, tu”. Sua madre, Verine, ridacchiò fra sé e la prese in braccio per aiutarla a sedersi sul morbido dorso del muunyak nero che stavano conducendo verso Valentia. “Ecco... risparmia le forze per la parata”.
Ciena affondò le dita nel manto del muunyak, che profumava di muschio e di fieno. Di casa.
Scrutando il cielo, riuscì a scorgere una scia sottile che stava già sparendo ma che dimostrava, senz’ombra di dubbio, che da lì era passata una navetta. Per quanto fosse emozionata, non si dimenticò del braccialetto di cuoio intrecciato che portava al polso. Ciena lo accarezzò con le dita e sussurrò:
“Guarda coi miei occhi”.
Ora poteva vedere quella scia anche sua sorella Wynnet.
Ciena aveva vissuto anche per lei, e non se lo sarebbe mai dimenticato.
Suo padre dovette averla sentita, perché sul suo viso affiorò quel sorriso triste che suggeriva stesse pensando a Wynnet anche lui. Si limitò ad accarezzare la testa di sua figlia, tuttavia, e a scostarle una ciocca di riccioli neri dietro l’orecchio.
Raggiunsero Valentia dopo ben due ore di viaggio in salita.
Ciena non aveva mai visto una città vera, prima di allora, se non per ologrammi; i suoi genitori si allontanavano raramente dalla loro casa giù a valle e quando lo facevano non la portavano mai con loro. La bambina non poté fare a meno di sgranare gli occhi di fronte agli edifici scavati nelle pallide rocce della montagna, alcuni dei quali torreggiavano anche per dieci o quindici piani. Parevano estendersi lungo la montagna a perdita d’occhio, e tutt’intorno si ergevano tende e chioschi di tutti i colori possibili, agghindati di fiocchi e festoni. Le bandiere dell’Impero sventolavano appese ai pali da poco piantati nel terreno o nelle rocce.

Le strade erano affollate e Ciena non aveva mai visto così tanta gente in tutti i suoi otto anni di vita. Alcuni stavano comperando da mangiare o dei ricordini del grande evento, come bandierine dell’Impero o piccoli ologrammi dell’Imperatore che sorrideva, benevolo e traslucido, sopra gli olodischi iridescenti. La maggior parte dei presenti, comunque, percorreva la stessa strada di Ciena e della sua famiglia, tutti diretti alla cerimonia. C’era anche qualche droide lì in mezzo, decisamente più nuovo e lucente di quelli vecchi e ammaccati che avevano al villaggio.
Quella gente e quei droidi sarebbero stati molto più affascinanti se l’avessero fatta passare.
“Faremo tardi?”, domandò Ciena. “Voglio vedere le navi”.
“Non faremo tardi”, sospirò sua madre. Quel giorno aveva ripetuto quella risposta allo sfinimento, e Ciena sapeva che era meglio stare zitta. Verine Ree, comunque, le posò le mani sulle spalle, e per quanto fosse delicato il suo tocco il muunyak capì di doversi fermare. “So che sei emozionata, piccola mia”, disse sua madre, il mantello nero avvolto intorno al corpo troppo esile. “Oggi è il giorno più importante della tua vita. Perché non dovresti esserlo? Abbi fede, però. L’Impero sarà lì ad aspettarci quando arriveremo. Va bene?”
Il sorriso di sua madre era come un raggio di sole.
“Va bene”.
Non importava quanto durasse il loro viaggio. L’Impero l’avrebbe aspettata per sempre.
E così, proprio come le aveva promesso la mamma, Ciena e i suoi genitori raggiunsero il recinto in tempo. Solo che Ciena udì quella risata proprio mentre i suoi genitori stavano pagando perché accudissero e sfamassero il loro muunyak. “Sono venuti alla cerimonia dell’Impero con quel sudicio muunyak!”, gridò un ragazzino della seconda ondata. Il suo mantello rosso vivo le ricordava una ferita sanguinante.
“Sporcheranno tutto quanto”.
Ciena arrossì, ma si rifiutò di degnare quei ragazzini di un altro sguardo. Accarezzò invece il fianco del suo muunyak e quello si voltò verso di lei, paziente come al solito. “Verremo a prenderti più tardi”, gli promise. “Non sentirti solo”. Quegli stupidi bambini non l’avrebbero fatta vergognare del suo muunyak. Ciena adorava sia lui sia il suo odore. I discendenti della seconda ondata non potevano capire cosa significasse amare i propri animali o la propria terra.
Nonostante ciò, nel vedere tutte quelle centinaia di persone della seconda ondata che indossavano lunghi mantelli di seta e abiti finemente ricamati, Ciena non poté fare a meno di abbassare lo sguardo sul suo vestito marrone chiaro e sentirsi in imbarazzo. Quell’abito le era sempre piaciuto perché il tessuto era leggermente più chiaro della sua carnagione e le donava. Adesso, invece, cominciava a notarne gli orli cenciosi e i polsini sfilacciati.
“Non farti influenzare”, le disse suo padre. Aveva l’espressione tesa, piccata. “Il loro tempo è finito, e lo sanno
benissimo”.
“Paron”, bisbigliò la madre di Ciena, prendendo suo marito per il braccio. “Abbassa la voce”.
Il padre di Ciena proseguì in tono più discreto ma non meno fiero. “L’Impero rispetta l’impegno e la lealtà assoluta.
I suoi valori ricordano i nostri. Quei tizi della seconda ondata... pensano soltanto a riempirsi le tasche”.
Significava che guadagnavano un sacco di soldi. Ciena lo sapeva perché suo padre lo ripeteva spesso quando parlava
di quelli della seconda che vivevano sulle montagne. A dire il vero, non capiva che male ci fosse a guadagnare tanti soldi, ma c’erano cose ben più importanti... come l’onore.
Ciena e gli altri abitanti delle valli di Jelucan discendevano dai lealisti che erano stati cacciati dal loro pianeta dopo che il loro sovrano era stato spodestato. Avevano preferito l’esilio piuttosto che tradire il loro re. Da allora, per quanto su Jelucan la vita fosse dura, le fatiche incessanti e la povertà estrema, gli abitanti delle valli avevano sempre e comunque rispettato la scelta dei loro antenati. Ciena, come ogni altro bambino del suo villaggio, era cresciuta convinta che la sua parola fosse sacra e che il suo onore fosse l’unica cosa veramente importante che possedeva.
Che quelli della seconda ondata sfoggiassero pure tutti i loro abiti sgargianti e i loro gioielli luccicanti. Il vestito di Ciena era stato cucito da sua madre, la lana filata dal manto del loro muunyak; il suo braccialetto di cuoio era stato intrecciato di nuovo e allargato perché potesse portarlo al polso per tutta la vita. Ciena non aveva molto, ma tutto ciò che aveva – tutto ciò che faceva – aveva un significato e un valore. La gente delle montagne non l’avrebbe mai potuto capire.
“Da oggi in poi avremo tante nuove occasioni”, proseguì suo padre Paron, come se le avesse letto nel pensiero. “Le cose andranno meglio. Sta già succedendo, no?”
La madre di Ciena sorrise e si avvolse la sciarpa grigiochiaro intorno ai capelli. Appena tre giorni prima le avevano
offerto un posto da supervisore presso una miniera vicina, e di solito si trattava di un incarico che quelli della seconda ondata tenevano per loro. Ora, però, era l’Impero a comandare. E stava cambiando tutto.
“Per te ci saranno molte più opportunità, Ciena. Potrai fare molto di più. Diventerai importante”. Paron Ree sorrise alla figlia, il petto gonfio di orgoglio. “È opera della Forza”.
Da quel che Ciena aveva capito dai pochi olovideo che era riuscita a vedere, nella galassia erano rimasti ancora in pochi a credere nella Forza, l’energia che permetteva agli esseri viventi di diventare tutt’uno con l’universo. A volte si domandava se i Cavalieri Jedi fossero esistiti veramente. Tutte quelle storie incredibili che gli anziani raccontavano a proposito di eroi coraggiosi, armati di spade laser e in grado di piegare le menti e spostare gli oggetti col pensiero... non potevano che essere soltanto quello: favole.
La Forza, tuttavia, doveva esistere davvero, perché aveva condotto l’Impero su Jelucan in modo che potesse cambiare il loro futuro per sempre.


Cronache Zombie #4 e Lost Stars: Aggiornamenti sulle Date d'Uscita

Brevissimo post di servizio: a causa di un lieve ritardo nella distribuzione, le uscite di due romanzi molto attesi slitteranno un po' più avanti... niente di preoccupante, tranquilli!

Ci scusiamo per questo contrattempo, ma vi assicuriamo che ne varrà la pena!

Ancora un po' di pazienza e potrete finalmente leggere il capitolo conclusivo della saga di Benny Imura e un nuovo, fondamentale romanzo di Star Wars!


Star Wars: Lost Stars - Ecco Thane Kyrell!

Con questo esclusivo estratto del romanzo Star Wars: Lost Stars vogliamo presentarvi il primo dei due protagonisti: il giovane Thane Kyrell, qui impegnato ad assistere all'arrivo in pompa magna di una delegazione Imperiale sul suo pianeta natale, Jelucan!

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

L’astronave squarciò il cielo grigio così velocemente da assomigliare più a una scia luminosa, a uno stridio lontano e confuso col vento.
“Quella era una navetta classe Lambda!”, esclamò Thane Kyrell saltellando per l’emozione col dito puntato verso il cielo. “L’hai sentita? L’hai sentita, Dalven?”
Suo fratello gli diede uno scappellotto e sghignazzò.
“Non sai nemmeno come sono fatte quelle astronavi. Sei troppo piccolo”.
“Non è vero. Ti dico che era una navetta classe Lambda. Si capisce dal rumore dei motori...”
“Zitti, ragazzi”. La madre di Thane non si voltò neppure a guardarli, impegnata com’era a tener su l’orlo della gonna color zafferano in modo che non si sporcasse. “Ve l’avevo detto che dovevamo prendere l’hovercraft. Invece ora ce ne andremo in giro per Valentia come dei poveracci”.
“Gli hangar devono essere pieni”, insistette il padre di Thane, Oris Kyrell, con uno sbuffo sprezzante. “Migliaia di persone staranno cercando di atterrare anche se non hanno prenotato. Vuoi davvero passare la giornata a litigare per i diritti di attracco? Meglio andare a piedi. I ragazzi terranno il passo”.
Dalven poteva farcela tranquillamente: aveva dodici anni, le gambe lunghe e torreggiava sul fratellino. Per Thane, invece, i sentieri irregolari della montagna erano molto più difficili da percorrere.

Thane era più basso della maggior parte dei bambini della sua età, e le mani e i piedi grandi, che lasciavano intuire quanto si sarebbe fatto alto, lo mettevano soltanto in imbarazzo. Coi capelli rossi appiccicati alla fronte sudata, desiderava che i suoi genitori gli avessero permesso di indossare i suoi stivali preferiti invece di quelli nuovi: gli pizzicavano i piedi a ogni passo. Tuttavia, avrebbe affrontato una scarpinata ancora peggiore pur di vedere i caccia TIE, le navette e tutte le altre vere astronavi... mica qualche vecchio e arrugginito V-171!
“Era una navetta classe Lambda”, mormorò, sperando che Dalven non lo sentisse.
E invece quello lo sentì eccome. Suo fratello maggiore si irrigidì, e Thane si fece forza. Dalven non lo colpiva mai sul serio in presenza dei loro genitori, ma spesso quelle gomitate e quelle spinte anticipavano le botte che gli avrebbe dato più tardi. Quella volta, però, Dalven non fece nulla. Forse perché distratto dallo spettacolo che avrebbero ammirato: le acrobazie e la potenza di fuoco delle navi della Flotta Imperiale.
O magari era solo imbarazzato perché Thane aveva riconosciuto quella navetta e lui invece no.
Ripete sempre che entrerà nell’Accademia Imperiale, pensò Thane. Lo dice solo per darsi delle arie. Dalven non conosce le navi a menadito come me. Non studia i manuali e non si esercita col glider. Non diventerà mai un vero pilota.
Io invece sì.
“Avremmo dovuto lasciare Thane a casa col droide governante”. Dalven sembrava imbronciato. “È troppo piccolo per queste cose. Tra meno di un’ora comincerà a frignare per tornare a casa”.
“No che non lo farò”, insistette Thane. “Sono grande abbastanza. Vero, mamma?”
Ganaire Kyrell annuì con aria distratta. “Certo che sei grande. Sei nato nello stesso anno dell’Impero, Thane. Non dimenticarlo mai”.
Come avrebbe potuto dimenticare qualcosa che sua madre gli aveva rammentato già cinque volte in quello stesso giorno? Thane avrebbe voluto dirlo, ma Dalven gli avrebbe dato sicuramente un altro scappellotto e suo padre, peggio ancora, lo avrebbe ricoperto di insulti, e le sue parole erano sempre affilate come pugnali. Thane poteva già sentire che lo fissavano; attendevano che mostrasse qualche segno di debolezza o di sfida. E così, il piccolo Kyrell si voltò a scrutare la loro destinazione, la città di Valentia, in modo che né suo padre né Dalven potessero vedere la sua espressione. Era meglio che non sapessero a cosa stava pensando Thane.
Sua madre non lo preoccupava, invece. Del resto, a malapena si accorgeva di lui.
Il vento scosse il suo mantello ricamato a fili azzurri e dorati, facendolo rabbrividire. Esistevano pianeti ben più caldi, luminosi e divertenti. Thane ne era sicuro, anche se non ne aveva mai visitato nessun altro: era impossibile pensare che nella vastità dello spazio non esistesse un pianeta migliore di quello.
Jelucan era stato colonizzato tardi, secondo la storia della galassia, perché probabilmente nessuno era mai stato tanto disperato da andare a vivere su una roccia inospitale ai confini dell’Orlo Esterno. Quasi cinquecento anni prima, un gruppo di coloni era stato esiliato da un altro pianeta non meno sconosciuto. I suoi genitori gli avevano raccontato che quei primi coloni erano finiti nelle valli, poverissimi, e a malapena capaci di sopravvivere.
La vera civiltà era sorta in seguito, circa centocinquanta anni prima, quando una seconda ondata di coloni aveva raggiunto il pianeta in cerca di fortuna. Quei coloni erano riusciti a fondare delle miniere, a stabilire una rete commerciale col resto della galassia e a condurre vite più moderne... a differenza delle popolazioni delle valli, che continuavano a vivere come nomadi e culture pre-tecnologiche. Ovviamente erano Jelucani anche loro, ma erano ostili, orgogliosi e isolati.
Forse gli abitanti delle valli erano ancora arrabbiati perché erano stati abbandonati su quella roccia gelida: in quel caso, Thane non li biasimava affatto.
“Peccato che l’Imperatore non sia potuto venire”, disse sua madre. “Sarebbe stato fantastico conoscerlo di persona”.
Come se all’Imperatore importasse di questo pianeta. Thane sapeva che era meglio non dirlo a voce alta.
Tutti erano tenuti ad adorare l’imperatore Palpatine.
Tutti dicevano che era la persona più coraggiosa e intelligente della galassia, l’unica che era riuscita a portare l’ordine nel caos scatenato dalle Guerre dei Cloni. Thane si chiedeva se fosse vero. Palpatine aveva sicuramente rafforzato l’Impero, diventandone il capo assoluto.
A Thane non importava se l’Imperatore fosse una brava persona oppure no. Il fatto che stesse arrivando l’Impero era una buona cosa perché c’erano anche le sue astronavi. E tutto quello che Thane voleva vedere erano le astronavi. In seguito avrebbe imparato a pilotarle.
Poi, finalmente, sarebbe volato via da quel pianeta per non farvi più ritorno.


Multiplayer.it e Multiplayer.com al Napoli Comicon 2016

Brevissima news di servizio: avete in programma una visita al Napoli Comicon, dal 22 al 25 aprile?

Allora troverete anche i nostri "cugini" di Multiplayer.it, pronti per intrattenervi nel loro stand all'interno del Padiglione 6 Videogiochi a partire dalle 10 di ogni giorno!

Cliccando qui potrete leggere il programma completo di incontri e conferenze, scaricabile anche in PDF cliccando qui;

Venerdi 22 aprile

11.00-11.30 | PES VS FIFA: i giochi di calcio hanno bisogno di una svecchiata?

12.00-12.30 | Il fenomeno League of Legends e il progetto universitario legato al gioco

13.00-13.30 | Gioco e videogioco si incontrano: la Console KL1 per i giochi da tavolo

15.00-15.30 | Presente e futuro dei cinecomic, dal doppio scontro di DC e Marvel alla prossima evoluzione dei diversi universi narrativi cinematografici. Powered by Movieplayer.it

16:00-17:00 | Games in Campania, assieme ad AESVI e alcuni sviluppatori campani analizziamo lo stato del mercato, le eccellenze videoludiche di questa regione e alcuni scenari futuri.

17.00-17.30 | PlayStation 4.5 e lo stato del mercato Console

Sabato 23 aprile

11.00-11.30 | Mafia III: tutto quello che sappiamo ad oggi

12.00-12.30 | Final Fantasy XV e lo stato difficile degli giochi di ruolo giapponesi

13.00-13.30 | Aspettando Nintendo NX, considerazioni e scenari futuri

15.00-16.00 | Ospiti di Casa Surace, assieme a loro parliamo di come sono nati e del fenomeno "Terroni Fuori sede"

16.00-16.30 | Cod VS Battlefield, il genere FPS ha bisogno di essere rivoluzionato?

17.00-17.30 | Dalla carta al piccolo schermo, le influenze dei fumetti sulle serie TV di oggi e di domani, tra zombie, eroi e molto altro. Powered by Movieplayer.it

18.00-18.30 | Il taglio cinematografico nei videogiochi: da Uncharted 4 a Life is Strange. Assieme a Movieplayer.it

Domenica 24 aprile

11.00-11.30 | I film basati sui videogiochi: la nuova tendenza di un fenomeno. Assieme a Movieplayer.it

12.00-12.30 | Oculus VR, HTC Vive, PlayStation VR e tanti altri: la Realtà  Virtuale è tra noi

13.00-13.30 | Quiz su calcio e videogiochi assieme a Fantagazzetta.com, con gadget in regalo!

15.00-15.30 | Microsoft, Windows 10 e la strategia unificata con Xbox One, analizziamola nel dettaglio

16.00-16.30 | Il nuovo Zelda: tutto quello che sappiamo ad oggi

17.00-17.30 | Gears of War 4: tutto quello che sappiamo ad oggi

18.00-18.30 | Console War e PC Master Race, quando i giocatori sbroccano

Lunedì 25 aprile

11.00-11.30 | L'importanza delle colonne sonore nei videogiochi: assieme ad Azumi Inoue, famosa cantante che ha dato voce ad alcune delle canzoni più famose dei film di Studio Ghibli, come quella di Totoro, analizziamo l'importanza della musica nei film e nei videogiochi. Assieme a lei c'è anche sua figlia Yuyu, giovane cantante in rapida ascesa in Giappone.

12.00-12.30 | Le console portatili stanno morendo, è davvero così?

13.00-13.30 | Gli Youtuber e la stampa videoludica, parliamo dei punti che li accomunano e delle numerose differenze riguardo l'informazione sui videogiochi

15.00-15.30 | Scegliamo assieme al pubblico i videogiochi migliori di sempre!

16:00-16.30 | I voti dati ai videogiochi sono diventati troppo alti?

17.00-17.30 | Dark Souls III è davvero un gioco difficile? Chiacchierata assieme al pubblico sul genere Soulslike

img_0177_1_jpg_960x540_crop_upscale_q85

Nell'Area Rivenditori e Fumetterie (PAD. 3), Stand AR06, troverete invece i ragazzi di Multiplayer.com, pronti a rifornirvi di gadget e libri targati Multiplayer Edizioni!

Buona visita e buon divertimento! :)


Un Nuovo Orizzonte: il Piano di Saint John

Cronache Zombie: Un Nuovo Orizzonte è finalmente disponibile in tutte le librerie!

Visto che ci teniamo a viziarvi, eccovi un secondo estratto (qui trovate il primo!), stavolta dedicato all'antagonista: il fanatico Saint John, leader dei Mietitori!

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

SEI MESI PRIMA...

Saint John osservava all’ombra delle foglie di un grande albero mentre le due donne più potenti della Chiesa della
Notte erano nel pieno di una discussione.
“Sono eresie del vecchio mondo”, insisteva Mother Rose, leader spirituale della Chiesa della Notte.

Era alta e gentile, aveva la grazia dell’alba e la bellezza della lama di un pugnale.
“Quell’aereo e il suo contenuto rappresentano tutto quello contro cui sta combattendo la chiesa”.
“Non lo discuto”, diceva l’altra donna, una Coreana dall’apparenza molto fragile, di nome Sorella Sun. Fino a
un anno prima era stata atletica e forte, ma durante l’ultimo anno il cancro aveva cominciato a consumarla. Si era fatta l’idea che avesse poco meno di un anno di vita davanti ed era determinata a utilizzarlo aiutando al massimo la Chiesa della Notte nel suo progetto di conquista degli eretici.

“Il punto è che abbiamo bisogno di vedere quel materiale per capire cosa sta succedendo agli Uomini Grigi”.
“Non sta succedendo niente con...”
“Mother, sapete che non è vero. La nostra gente ha visto un mucchio di casi di Uomini Grigi che si muovono in branchi. Non è mai successo prima. Ho sentito dire che alcuni si muovono veloci come i viventi. E qualcuno mi ha riferito di averne visti alcuni raccogliere pietre e sassi e usarli come armi”.
“E allora?”, continuò Mother Rose con voce sprezzante.“Tutto cambia nella vita. E anche nella non-vita. È la natura, no?”
“Sì, forse”, insistette Sorella Sun. “Ma la Piaga dei Mietitori non è parte della natura, come ho detto molte volte”.

Saint John si voltò e tese una mano. Le donne si zittirono immediatamente.
“La piaga che ha resuscitato i morti e distrutto le città degli uomini peccatori fu portata sulla terra dalla mano divina del Signore Thanatos”.
“Lode alle tenebre”, dissero le donne all’unisono.
“Pertanto è parte del naturale ordine dell’universo”.
“Eletto”, disse Sorella Sun, “per favore ascoltatemi. Ascoltatemi entrambi. Conosco questa piaga. L’ho studiata appena è scoppiata. Il mio team lavorava con il Centro per il Controllo dell’Epidemia e con l’Istituto Nazionale della Sanità. Nessuno che sia vivo in questo mondo la conosce meglio di me, a eccezione di Monica McReady”.
“Quell’eretica è morta”, disse Mother Rose.
“Non lo sappiamo con sicurezza”, commentò Sorella Sun.
“Abbiamo mandato cinque gruppi di mietitori a cercarla e due gruppi non sono mai tornati”.
Mother Rose lasciò perdere la faccenda con un gesto scocciato della mano.
“Se la McReady faceva esperimenti con la malattia per cercare la cura, allora potrebbe averne causato la mutazione”,
disse Sorella Sun con veemenza.

“Ogni cambiamento possibile alla piaga potrebbe portare un impatto significativo al comportamento prevedibile degli Uomini Grigi, e questo è un pericolo per la nostra chiesa. Lo sapete. Se mi lasciate dare un’occhiata al materiale dell’aereo sarò in grado di capire cosa stava facendo. Forse posso fermare la mutazione o forse posso capire abbastanza da prevedere quali cambiamenti stanno per arrivare e adattare la nostra dottrina di conseguenza. Ma non possiamo permettere che questi cambiamenti si manifestino senza che la nostra chiesa offra delle risposte. Pensate a quanto sarebbe distruttivo, specialmente per i gruppi di mietitori che ultimamente stanno avendo tra i loro ranghi un gran numero di nuove reclute. Il dubbio è il nostro nemico”.
Mother Rose aveva continuato a scuotere la testa. “L’aereo è un reliquiario chiuso con il mio sigillo”. Poi si voltò e si allontanò.
Sorella Sun afferrò le maniche di Saint John. “Per favore, Eletto, sicuramente voi avete capito il pericolo”.

“Il reliquiario appartiene a Mother Rose”, rispose.
“Ma...”
Il Santo spostò gentilmente il braccio della donna e si allontanò, consapevole di essere seguito dallo sguardo di Sorella Sun. Ma non le mostrò il sorriso che gli era sorto spontaneo sulle labbra.


Un Nuovo Orizzonte: Un Assaggio del Romanzo!

Il sole sembrava una corona puntuta di luce che riposava a est sulla cima delle montagne.
Benny voltò il viso verso la luce, come a berne il calore.
L’area di attesa in cui erano tenuti i morti sotto osservazione era troppo fredda.

Benny non aveva mai avuto a che fare con l’aria condizionata prima d’ora e non era sicuro che gli piacesse. Si sentiva bene al sole, sentiva rinascere i muscoli delle braccia e del petto. Nel pomeriggio avrebbe avuto bisogno anche della più piccola ombra che fosse riuscito a trovare, ma per ora andava bene così.
Salveremo Chong, disse la sua vocina interiore.
“Sì, lo faremo”, disse poi a voce alta.
Un’ombra gli passò sul volto. Guardò verso l’alto e vide un avvoltoio che planava nel cielo sopra al fortino ospedaliero di sei piani. Sbatté le sue grandi ali nere e si fermò a riposare sopra a un jet che se ne stava seduto e silente a circa duecento metri.
Era stato quel jet a strappare Benny, Nix, Chong e Lilah da Mountainside. Avrebbe dovuto dare le risposte a tutte le
loro domande, dare un senso al mondo. Se ne stava lì, di fronte alla montagna, con le finestre oscurate e il portellone chiuso. Ma intorno a quel portellone c’erano strisciate di sangue, macchie di interiora e un’impronta scolorita che da rossa era diventata marrone. La scaletta in metallo giaceva a qualche metro di distanza. C’era sangue su ogni gradino e tracce ve n’erano anche lungo il terreno che portava alla fila dei grandi hangar grigi situati dietro al fortino.
La prima volta che Benny aveva visto il sangue, aveva chiesto spiegazioni al monaco che lo scortava, Fratello Albert: “L’equipaggio è stato attaccato dagli zom?”

Fratello Albert era trasalito all’udire la parola ‘zom’ e Benny si era pentito subito di averla usata. I monaci li chiamavano ‘Bambini di Lazzaro’ ed erano convinti che fossero gli umili e i miti che avrebbero ereditato il mondo,
per volere di Dio. Benny non era per niente d’accordo con questa teoria anche se era molto più gradevole dell’altro apocalittico pensiero della Chiesa della Notte.
“No”, aveva risposto, “le sirene hanno allontanato i Bambini mentre il jet atterrava”.
I militari avevano usato una serie di sirene posizionate sulle torri più alte per allontanare gli zom e liberare la pista
d’atterraggio e permettere l’accesso agli hangar e al fortino.
I soldati stazionavano in un piccolo edificio di pietra al limitare del campo controllato dalle sirene. Quando avevano
smesso di suonare, i morti viventi erano tornati a ciondolare verso la trincea, attirati dai vivi che vivevano dall’altra parte.
“Allora cos’è successo?”
Fratello Albert aveva alzato le spalle. “Non ne sono sicuro, fratello. Portavano viveri e attrezzatura in una base di Fort Worth. Devono essere stati attaccati là”. Si era fermato un istante a pensare. “Conosci la Nazione Americana?”
“Certo. Il capitano Ledger e Riot ci hanno raccontato un po’ di cose. È ad Asheville, nel nord della Carolina. So che ci sono almeno centomila persone là. C’è un nuovo governo, e so che stanno cercando di riprendersi il paese dal controllo dei morti”.
“Sì, si dice che sia così”.
Benny diede un’occhiata al jet. Mentre lui e i suoi amici lottavano contro ai i mietitori, era caduto dal cielo come un
uccello mostruoso uscito da un’antica leggenda. Era enorme, rombante, con quattro grandi motori. Aveva sorvolato la battaglia ed era atterrato al Santuario.
Quando l’avevano visto la prima volta, circa un anno prima, che si levava sulle montagne della California, avevano
pensato fosse un aereo di linea. Ora sapevano che si trattava di un jet per trasporto militare C-5 Galaxy. Il più grande velivolo militare che sia mai stato costruito.
“E l’equipaggio?”, chiese Benny. “Stanno bene?”

Il monaco scrollò le spalle. “Non lo so. Non mi dicono niente”.
Era vero. Gli scienziati militari gestivano una base che per lo più si trovava sotterranea da un lato della trincea e i monaci conducevano un ospedale e un ospizio sull’altro lato. A eccezione di alcune sessioni di colloqui che avvenivano all’interno del fortino, le comunicazioni tra i due centri erano davvero minime.
Oltre al jet, dall’altra parte della base aerea c’era un’enorme orda di zom. Ciondolavano lenti verso Benny anche se il più vicino di essi si trovava comunque a un chilometro. Ogni mattina il canto delle sirene liberava la strada in modo che Benny potesse attraversare la trincea e ogni sera la liberava perché Nix potesse fare lo stesso. Entrambi venivano
quotidianamente intervistati dagli scienziati per almeno un’ora. Ma mai di persona. La cabina per le interviste era un cubo costruito a un angolo del fortino. L’unico contatto era attraverso un microfono e uno speaker. La novità di questa tecnologia del periodo prima della Prima Notte sfumò subito. Gli scienziati facevano un sacco di domande, ma non davano niente in cambio. Né informazioni né risposte. L’aver permesso a Benny di vedere Chong era stato un atto straordinario di grande generosità, anche se Benny sospettava che fosse tutto parte di un esperimento scientifico. Forse per capire quanto avesse ancora di umano.
Fame.
Dio.
Tutte le sere i monaci portavano qui Nix. Lasciavano vedere Chong anche a lei?
Raggiunsero l’entrata del cubicolo. Si aprì subito non appena Benny vi fu vicino. All’interno c’era una sedia pieghevole di metallo.
Benny diede un’occhiata agli zombie dietro di sé. Il ranger, il capitano Ledger, aveva detto a Nix che erano all’incirca
duecentomila. I monaci, invece, sostenevano che fossero almeno mezzo milione. Dovevano saperlo bene loro, visto che lavoravano tutti i giorni a contatto con la piaga e la morte.
“Stanno aspettando, fratello”, mormorò il monaco che lo accompagnava e per un attimo Benny si chiese se Fratello
Albert si stesse riferendo agli scienziati o agli zom.

“Già”, rispose. “Lo so”.
Il monaco chiuse la porta e il catenaccio a meccanismo idraulico scivolò al suo posto con uno sbuffo come il vapore quando sfugge da una valvola. Dentro c’era solo una piccolissima luce elettrica che si limitava a creare delle ombre.
Mentre aspettava al buio gli pareva di udire ancora la voce di Chong.
Fame.

un-nuovo-orizzonte-book-3d

Un Nuovo Orizzonte, quarto e ultimo capitolo della saga Cronache Zombie, sarà disponibile dal 14 aprile in tutte le librerie!  Benny Imura e i suoi amici vi aspettano per la resa dei conti col terribile Saint John... non mancate!


Svelati nuovi Dettagli di Aftermath: Life Debt

Ora che Star Wars: Aftermath è uscito e con Lost Stars in dirittura d'arrivo l'era del "Nuovo Canone" dei romanzi di Star Wars è finalmente cominciata! Ci aspettano moltissime nuove uscite nel corso del 2016, ma noi guardiamo già un po' più in là... e vogliamo condividere con noi una lieta notizia!

Entertainment Weekly ha infatti pubblicato in esclusiva una sinossi e un estratto del sequel del primo romanzo del Nuovo Canone, scritto da Chuck Wendig... Aftermath:Life Debt

A quanto pare in questo nuovo capitolo della trilogia di Wendig ritroveremo Han Solo e Chewbacca, precedentemente comparsi solo in un Interludio, molto più al centro dell'attenzione!

life-debt

 

 

Come ricorderanno i fan che hanno già terminato la (ri)lettura di Aftermath, Han e il suo fedele copilota sono diretti verso il pianeta Kashyyyk, mondo d'origine dei Wookiee, ancora presidiato dall'Impero. L'obiettivo: porre fine alla schiavitù dei Wookiee una volta per tutte!

Nel frattempo, Norra Wexley e la sua banda di ribelli continuano la caccia all'Ammiraglio Sloane, che dal canto suo tenta in tutti i modi di ripristinare la potenza dell'Impero.

La caccia verrà interrotta da una richiesta della Principessa Leia in persona: Han Solo è scomparso, e qualcuno dovrà trovarlo prima che sia troppo tardi!

Vecchi e nuovi personaggi si incontreranno e si scontreranno in questo nuovo capitolo, che promette davvero faville- anche solo per la massiccia presenza di un certo contrabbandiere di nostra conoscenza!

Se masticate l'inglese, qui potete trovare l'estratto pubblicato da EW!

L'uscita di Aftermath: Life Debt in USA è prevista per il 19 luglio 2016: in Italia lo leggeremo nel 2017!

Stay tuned...


Un Nuovo Orizzonte: Come Concludere una Saga Zombie

Dopo una lunga attesa finalmente anche il capitolo conclusivo della serie Cronache Zombie di Jonathan Maberry, assolutamente inedito in Italia, sta per arrivare!

Un Nuovo Orizzonte (Fire and Ash in lingua originale) prende il via subito dopo la conclusione di Sulle Orme di Tom, con il gruppo di sopravvissuti capitanati da Benny Imura alle prese con uno scenario totalmente inaspettato.

I protagonisti hanno infatti trovato il Santuario e il misterioso jet comparso nei cieli del Rot & Ruin mesi prima, ma si sono imbattuti in un micidiale nemico (i fanatici adoratori della morte noti come Mietitori) e uno dei loro, Chong, si sta lentamente trasformando in uno zombie.

Il romanzo si apre dunque con una situazione molto tesa, che purtroppo peggiorerà molto in fretta... lo scontro finale coi Mietitori si avvicina, e la posta in gioco sarà la sopravvivenza dell'umanità stessa! 

Vi assicuriamo che il capitolo finale della tetralogia scritta da Maberry raggiunge e supera di gran lunga le aspettative; sarà una prova durissima per Benny, e il risultato finale vi lascerà a bocca aperta.

Se siete fan della serie televisiva di The Walking Dead, probabilmente sarete stati leggermente delusi dal cliffhanger dell'ultimo episodio della sesta stagione (ne parlano i colleghi di Movieplayer.it qui)... ecco, potete tirare un sospiro di sollievo: Un Nuovo Orizzonte conclude più che degnamente la storia di Benny Imura, e chiude con grande efficacia una delle più grandi saghe zombie degli ultimi anni.

Vi proporremo molto presto delle anteprime da leggere prima, durante e dopo l'uscita del volume (prevista per il 14/04); nel frattempo vi rimandiamo alla scheda del libro per saperne di più!


Multiplayer.com al Romics 2016!

Ora che finalmente siamo entrati nella bella stagione, è il momento di prepararsi anche al periodo delle fiere e delle convention!

Nell'attesa di darvi maggiori informazioni sui programmi di Napoli Comicon e del Salone del Libro di Torino vi segnaliamo che nel corso dell'ormai imminente Romics 2016 (dal 7 al 10 aprile) potrete trovare i ragazzi di Multiplayer.com allo stand A3 del Padiglione 7 , pronti come sempre a rifornirvi di gadget, action figures e naturalmente di fantastici libri targati Multiplayer Edizioni!

Ne approfittiamo anche per segnalarvi che il 10 aprile, ultimo giorno della kermesse, sarà presente un ospite d'onore... il mitico Go Nagai, "papà" di Goldrake, Mazinga Z, Jeeg e tantissimi altri robottoni dell'animazione giapponese!

Se siete veri nerd... non mancherete! A presto!


Universo Espanso e Nuovo Canone di Star Wars si Incontreranno nel 2017!

Ebbene sì, avete proprio letto bene!

L'Universo Espanso, il "vecchio" canone di Star Wars che ci ha regalato personaggi come Talon Karrde, Mara Jade, Thrawn, Revan, Darth Bane e tantissimi altri, sta per tornare alla ribalta!

Con una mossa decisamente inaspettata, vista la direzione intrapresa fin dall'acquisizione del brand Star Wars, Disney ha annunciato un vero e proprio crossover tra Universi Espansi: un progetto molto simile a quanto fatto di recente per Marvel Comics, che con l'evento Secret Wars ha rimescolato personaggi e ambientazioni provenienti da decine di realtà parallele. Ma di cosa si tratta esattamente?

maxresdefault

Quello che sappiamo di sicuro - i dettagli sono ancora piuttosto vaghi al momento - è che si tratterà di un evento multimediale che inizierà da gennaio 2017 e si prolungherà per gran parte dell'anno, generando una trilogia di romanzi, spin-off a fumetti e un episodio speciale della serie Tv Star Wars: Rebels.

La tagline ufficiale dell'evento, ancora senza un nome, è When Universes Collide e l'idea alla base è assolutamente esplosiva: Vecchio e Nuovo Canone si incontreranno dopo che un misterioso evento aprirà un varco tra le due realtà - portando a contatto personaggi da ogni tempo e luogo delle due Galassie Lontane Lontane!

Revan-v-Vader

E quando diciamo "ogni personaggio" intendiamo proprio "ogni personaggio"! Darth Vader, Boba Fett, Han Solo, Luke Skywalker, ma anche Mara Jade, Revan, Darth Bane, Darth Maul, Jar Jar Binks, Tarkin, il cast di Rebels, e addirittura... Rey, Finn, BB-8, Poe Dameron e Kylo Ren, direttamente da Il Risveglio della Forza!

Sarà interessante vedere come verranno gestiti tutti questi personaggi, alcuni presenti in più versioni (ad esempio Luke, che incontrerà ben due versioni future di se stesso, una per Universo!)

E ora tenetevi forte, perchè arriva la parte più succosa... come dicevamo prima, gran parte dell'evento si svolgerà sottoforma di una trilogia di romanzi, e i titoli sono già stati annunciati!

  • Star Wars: Collision uscirà nel gennaio del 2017, scritto da Kevin Hearne (già autore de L'Erede dei Jedi);
  • Star Wars: Twin Galaxies verrà pubblicato nell'aprile del 2017; l'autore è Drew Karpyshyn (The Old Republic: Revan)
  • Star Wars: Annihilation del mitico James Luceno (Darth Plagueis, Tarkin) concluderà la saga a settembre 2017.

Star-Wars-Saga-Wallpaper

 

 

Chiaramente questo evento non avrà alcuna ripercussione sulla continuity della saga (soprattutto cinematografica), dato che Disney non può certo permettersi di stravolgere i piani per Star Wars in maniera irrevocabile, ma è bello vedere che le richieste dei fan dell'Universo Espanso sono state in qualche modo ascoltate.

E sarà affascinante vedere personaggi provenienti da ogni momento della storia incontrarsi e scontrarsi per la prima volta!

Ma soprattutto sarà fantastico rivedere ancora una volta alcuni vecchi amici che non torneranno mai nel nuovo Canone... forse!

Naturalmente pubblicheremo questa nuova trilogia di romanzi appena possibile: per ora cominciamo a contare i mesi, aspettando notizie più concrete su quello che si preannuncia già come l'evento più importante - e folle! - di Star  Wars!


Dark Souls III: Arriva la Guida Strategica!

Preparatevi a morire in continuazione... di nuovo!

Dark Souls 3 è in dirittura d'arrivo, e per aiutare tutti i coraggiosi giocatori che affronteranno la nuova sfida di From Software pubblicheremo una mitica Guida Strategica!

E non si tratterà di una semplice guida strategica, ma di una Collector's Edition  con copertina rigida e in edizione limitata: una volta esaurita non verrà più ristampata!

All'interno delle 384 pagine (!!!) di Dark Souls III: Collector's Edition troverete un walkthrough completo di mappe di ogni luogo visitato nel gioco, una lista esauriente di armi, armature, incantesimi e upgrades, consigli per creare e potenziare in modi diversi il proprio protagonista e le strategie per abbattere ogni boss, anche il più ostico!

In allegato alla Guida troverete anche un prezioso diario a tema Darksouls di 192 pagine, perfetto per prendere appunti e annotare ogni passo della vostra avventura!

La Guida sarà disponibile dal 12 aprile: fate un salto su Multiplayer.com per prenotare subito la vostra copia... prima che sparisca per sempre!


Uncharted 4: Artbook e Guida Strategica in Arrivo!

Uncharted 4: Fine di un Ladro, l'ultimo gioco della fortunata serie targata Naughty Dog, si è fatto attendere a lungo! Dopo numerosi rinvii, che certamente hanno consentito alla software house di rifinire ulteriormente l'ambizioso videogame per Playstation 4, siamo finalmente certi che uscirà il 10 maggio 2016!

Proprio lo stesso giorno pubblicheremo due differenti volumi dedicati all'ultima (?) avventura dello spericolato avventuriero Nathan Drake:

La Collector's Edition della Guida Strategica Ufficialeun corposo volume in hardcover che vi accompagnerà passo passo lungo tutto il vostro playthrough, indicando ogni oggetto nascosto grazie anche alle precisissime mappe!

uncharted4-3d-ce

 

 

Se invece preferite uno sguardo approfondito al dietro le quinte di questo nuovo capolavoro di Naughty Dog, The Art of Uncharted 4 farà proprio al caso vostro!

Nelle 184 pagine del volume troverete concept art, illustrazioni inedite, e commenti degli sviluppatori che vi racconteranno la genesi e l'evoluzione del quarto capitolo di Uncharted.

Pazientate ancora per poco più di un mese... presto potrete avere una doppia dose di Nathan Drake!