Halo for Dummies, Episodio 3: la Trilogia di Kilo-5

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L’imminente uscita in Italia di Halo: Broken Circle, prevista per il 4 febbraio, ci permette di cogliere l’occasione al volo e di fare assieme a voi un riassunto dei libri ambientati nell’Universo di Halo.

Halo for Dummies è infatti una serie di articoli (qui trovate il Primo Episodio e qui il Secondo Episodio!) dedicati al mondo dei letterario della saga che ci porterà nel passato per ripercorrerne l’evoluzione narrativa fino ai giorni nostri. Halo non è solo un videogioco di successo, è anche un vasto universo narrativo e letterario che merita assolutamente di essere scoperto! Dopo i primi due appuntamenti con la Prima e la Seconda Trilogia, oggi invece andremo a scoprire il terzo ciclo narrativo, chiamato anche Trilogia di Kilo-5, composta da Halo: Glassland, Halo: Thursday War e Halo: Mortal Dictata.

La Trilogia di Kilo-5 è ambientata interamente dopo la fine della trilogia videoludica con Halo 3 e costituisce un intero ciclo narrativo a sè stante. Ricollegandosi e riprendendo le vicende di Halo: Ghost of Onyx, la Trilogia di Kilo-5 getta una luce completamente nuova sulla saga di Halo.

Il nuovo corso dettato da 343 Industries, che ha preso in mano le redini del marchio dopo l’addio di Bungie Studios, si fa immediatamente sentire.

Il mondo creato da Bungie si ergeva su un solido pilastro, la lotta del Bene, l’umanità, contro il Male, ovvero il Covenant e, successivamente, il Flood.

A questa visione fatta solo di bianco e nero, molto semplicistica per rappresentare un conflitto, viene contrapposta una successiva evoluzione della saga che si tinge di tutte le gradazioni del grigio. Una volta cessata la guerra contro il Covenant gli eroi non sembrano più tanto tali, così come gli alieni non sono soltanto quelle macchine seminatrici di morte.

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Ed è in un clima di profonda incertezza e precarietà che le vicende di Halo: Glassland prendono il via. La guerra è sì finita ma l’umanità è quasi al collasso e la minaccia potenziale delle specie che formavano il Covenant è tutt’altro che estinta. Vecchie faide ritornano alla luce e, mentre lo spettro dell’Insurrezione torna ad allungare le sue ombre sulla precaria pace, anche la Costante Verità, una setta integralista Covenant, cerca di riportare all’antico splendore la luce del Covenant nel tentativo di ribaltare l’Arbiter, nuovo leader dei Sangheili.

Ed è così che l’ONI incarica la squadra speciale Kilo-5, formata da tre veterani ODST, una Spartan, un professore esperto di cultura Sangheili e la più potente IA a disposizione sotto la guida del Capitano Osman per preservare la fragile pace. E come mantengono la pace le spie? Con la destabilizzazione e il caos. Il doppio gioco dell’ONI ha un solo fine: la supremazia umana a qualsiasi costo. Ma quando la Dottoressa Halsey viene ritrovata dentro il Mondo Scudo di Onyx assieme ad un pugno di Spartan-II con un inestimabile tesoro tecnologico appartenuto ai Precursori, la situazione diventa davvero scottante.

Non ultimo, un antico e doloroso legame con Halsey e con Kilo-5 è tornato e, dalla colonia di Venezia, è pronto a giurare vendetta contro la Terra e la sua autorità.

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Halo: The Thursday War è l’immediato seguito delle vicende di Glassland. Gli eventi degenerano rapidamente e la situazione politica su Sanghelios si fa rovente, mentre Kilo-5 si trova travolta dal corso degli eventi. È una corsa all’ultimo minuto per impedire che l’UNSC scopra i piani dell’ONI di destabilizzazione dei Sangheili, caduti in una sanguinosa guerra civile. Solo l’inaugurazione della UNSC Infinity,grazie alle tecnologie trovate su Onyx, riesce a sventare il peggio. Come se non bastasse l’Insurrezione torna a colpire e l’uomo che vi è dietro si ritrova al centro degli interessi del Team di Kilo-5, portandoci direttamente agli eventi di Halo: Mortal Dictata.

I nodi vengono finalmente al pettine nel capitolo conclusivo della trilogia: sistemata momentaneamente la questione Sangheili, le antiche ombre mai sopite dell’Insurrezione umana ritornano a galla con prepotenza. L’eredità di Chaterine Halsey, arrestata dall’ONI stessa per le atrocità commesse durante il Programma SPARTAN-II, si ripercuote ancora decenni dopo e un uomo disperato si prepara a vetrificare la Terra stessa, come vendetta contro il governo che gli ha rapito la figlia 30 anni prima per arruolarla tra gli Spartan. Spetterà a Kilo-5 fermarlo prima che sia troppo tardi.

La Trilogia di Kilo-5 mette l’intero mondo di Halo sotto una luce diversa, quella dell’ONI. L’interesse di 343i di raccontare storie dell’Universo da punti di vista diversi, anche in contrasto tra loro, è sintomo di una grande maturazione culturale della saga.

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Tramite la Trilogia di Nylund abbiamo assistito all’epopea di Chaterine Halsey e dei suoi Spartan-II, ora in Kilo-5 vediamo dissolversi il mito della Dottoressa, vista come un mostro e accusata di atrocità dagli stessi che l’hanno creata e supportata per tutta la durata della guerra. Non si tratta di mancanza di coerenza bensì di entrare nel vivo della mente dell’ONI, dove l’opportunismo viene prima di ogni cosa e il fine giustifica i mezzi, qualunque essi siano. Sia che si tratti di usare Halsey come capro espiatorio per quando e se le verità sul Programma SPARTAN-II verranno a galla o che si tratti di armare dei fanatici religiosi Sangheili per ribaltare l’Arbiter poco importa, la supremazia umana va preservata ad ogni costo. Il mondo non è più diviso in bianco e nero, buoni e cattivi, umani e Covenant. Ora tutto si mischia in una foschia ambigua, dove le luci e le ombre si fondono e la moralità è pura questione di opportunismo. Il periodo del post Halo 3, nell’arco temporale delle vicende che ci separano dal quarto capitolo della serie è raccontato in questa Trilogia di spie che vi terrà con il fiato sospeso. Come se non bastasse, l’approfondimento che viene fatto su alcune razze Covenant, Sangheili e Kig-Yar in primis, è qualcosa di notevole e veramente interessante.

Per la prima volta visiteremo Sanghelios, metteremo piede nelle immense città-fortezza, vivremo da vicino la cultura Sangheili. Lo stesso si può dire dei Kig-Yar, mai prima di ora siamo potuti entrare così in contatto con questa razza di predoni spaziali.

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L’intera Trilogia di Kilo-5 è stata scritta per mano di Karen Traviss, una delle più affermate scrittrici di fantascienza inglesi. L’autrice è una giornalista e scrittrice britannica che, oltre ad aver creato un proprio universo grazie alla sua serie di romanzi Wess’har Wars, ha anche scritto e lavorato per famosissimi franchising della fantascienza bellica tra cui Star Wars e Gears of War.

Con Microsoft aveva già collaborato in passato ad un racconto breve poi pubblicato in Halo: Evolutions. Curiosi sono poi i nomi dei tre romanzi. Glassland, letteralmente Terra di vetro, si riferisce al processo di vetrificazione con cui le flotte Covenant distruggevano le colonie umane.

The Thursday War invece è un riferimento al gergo militare della marina inglese che indica le esercitazioni navali. La prima operazione dell’Infinity su Sanghelios di fatto è stata un’esercitazione generale, una Thursday War. Il Mortal Dictata invece è il documento redatto dal governo terrestre per regolamentare le regole sulla clonazione e la genetica, per impedire alle multinazionali di portare avanti ricerche al di là della moralità sulla genetica umana. Documento che Halsey stessa ha apertamente violato con la creazione degli Spartan. Kilo-5 ci racconta dunque un Halo diametralmente opposto a quello di Nylund, ma non per questo meno valido. La complessità dell’Universo Narrativo ha raggiunto vette mai pensate prima, con un’evoluzione dei temi veramente importante. La nuova visione di 343i sta portando Halo ad una seria maturazione e Kilo-5 ne è un chiaro esempio, dove dalla sapiente penna di Kraren Traviss verrete portati in un regno di intrighi e di tradimenti, di spie e di terroristi, di mostri e di giudici, dove l’essenza dell’umanità stessa si perde in un’enorme bolgia nera.